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Caro Pier
capisco tutte le difficoltà incontrate da un musicista nel perseverare con la propria musica. Debito di sonno, attività perennemente in perdita, impegno costante, nessun sostegno da chicchesia. D'altra parte il musicista, quando invia alla stampa il frutto della propria fatica, quando richiede un giudizio a una redazione e sa che tale giudizio verrà reso pubblico, non può non essere preparato a una critica negativa. Da parte mia ribadisco quanto scritto nella mia recensione, anche e soprattutto perchè non mi è richiesto di giudicare le vostre fatiche, i vostri 1000 euro al mese, il vostro lavoro di 9 ore e le vostre prove serali. Non mi è richiesto di giudicare la vostra passione. Io devo discutere i risultati di un lavoro. Del resto sono sicuro che molte delle cose che non hanno convinto me sono le stesse che anche voi reputate da sistemare. Imparate quindi a fare tesoro di un giudizio tagliente; ora sapete su quali lacune lavorare in sala prove. Mi auguro, con la vostra prossima uscita discografica, di recensire un capolavoro.
Alberto Motta
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